Tiratori

©2016 - Elio CorbolanteOgni anno nell’ultima giornata della Contesa Estense, dal 1969, all’interno de Il Pavaglione di Lugo, è tradizione disputare il Palio della Caveja: tiro alla fune unico nel suo genere in Italia. A differenza del normale tiro alla fune a due squadre ne troviamo quattro, una per ciascun Rione, in sfida contemporaneamente; al centro del campo di gara viene collocato un tavolo (due metri per lato) e quattro pedane a pioli, sul tavolo al centro viene messa una massiccia ruota da carro agricolo di legno e ferro nel cui mozzo è infilata la suddetta “Caveja”: un’asta di acciaio saldata ad un’apice (pagella) decorata da immagini simboliche e da anelli “musicali”. Dalla ruota partono quattro estremità di corda disposte a croce e perpendicolarmente ai lati del tavolo.©2016 - Elio Corbolante

Secondo regolamento ogni Rione mette in pedana sei tiratori (sui 10 disponibili) con peso totale non superiore a 540 kg. e uno Zarlador con il compito di dirigere e coordinare i movimenti e le tirate di fianco alla pedana. Lo scopo della gara, al suono dello sparo di pistola, è quello di portare e far cadere la ruota con la Caveja dalla parte della propria quadra. La gara si disputa in sei tornate, durante le quali ogni Rione fronteggia direttamente per due volte gli altri tre Rioni: al vincitore di ogni tirata vengono attribuiti tre punti, a quello che gli sta di fronte e che ha ceduto zero punti ed infine due punti agli altri due. Se durante le sei tirate nessuna squadra riesce a prevalere, vengono effettuati spareggi fra i Rioni in parità, sino a determinare il vincitore.

 

Cenni Storici

©2016 - Elio CorbolanteLa Caveja è il simbolo della Romagna che viene dalla tradizione contadina. Forse pochi sanno l’immagine della Caveja cosa significhi, essa aveva la funzione di bloccare il giogo, portato dai buoi, al timone dell’aratro o del carro, allo scopo di evitare al timone di slittare in caso di rallentamento improvviso. Ma non solo. La Caveja, in un’epoca permeata da tradizioni scaramantico-religiose, aveva assunto il ruolo di oggetto quasi magico da utilizzare a fini propiziatori, ad esempio, per scongiurare l’arrivo di un temporale, per proteggere il raccolto, a fini propiziatori nelle case degli sposi novelli e altri.